Aumenti energia elettrica, ecco perché si sono verificati

di Bartolo Gallesi | 30 Marzo 2018

AUMENTI ENERGIA ELETTRICA

Aumenti energia elettrica, ve ne sarete accorti: la causa di questa crescita nell’ultimo anno è da addebitare soprattutto ai servizi di vendita, tra gli oneri chehanno inciso di più, con un incremento medio del 4,7% a ogni variazione trimestrale ARERA (ex AEEGSI). Questo significa che il prezzo dell’energia è tra i valori della bolletta che maggiormente influisce su eventuali aumenti o diminuzioni del costo finale pagato dall’utente. L’ultimo aumento dell’energia elettrica di gennaio 2018, deciso dall’AEEGSI (oggi ARERA) – pari al +5,3% – è stato causato da variazioni su alcune voci di spesa che vanno a comporre il prezzo finale in bolletta. SosTariffe.it, attraverso un nuovo osservatorio, ha cercato di rilevare se tra le principali cause degli aumenti energia elettrica ci fosse il prezzo stabilito dall’Autorità oppure altri oneri aggiuntivi che non sono decisi da chi fornisce il servizio. A questo fine lo studio ha individuato le ultime quattro variazioni trimestrali, ovvero quelle di aprile, luglio, ottobre 2017 e gennaio 2018, analizzando come sia cambiato, da un lato, il prezzo totale dell’energia elettrica negli ultimi tempi, dall’altro, il costo che corrisponde a ogni specifica voce di spesa della bolletta della luce. Sono stati, infatti, confrontati tutti i prezzi suddivisi per le quattro voci di spesa che compongono la bolletta (spesa per la materia prima dell’energia, spesa per il trasporto e gestione del contatore, spese per oneri di sistema e imposte), in ogni periodo esaminato, per individuare quali sono le voci che più incidono in bolletta e per quali si sono verificate le maggiori variazioni.

Aumenti energia elettrica, cosa incide di più sulla bolletta

La voce di spesa che più incide in bolletta è quella relativa alla materia energia (che comprende una quota fissa e una variabile), con un’incidenza media del 44,4% sul totale della bolletta. È anche la voce che presenta più variazioni da un trimestre all’altro nel periodo preso in considerazione, con una variazione media pari al 4,7%. Tranne per il trimestre ottobre-dicembre 2017, dove il prezzo della materia energia è sceso dell’1,8%, in tutti gli altri trimestri esaminati si sono verificati aumenti relativi alla materia energia, con il rincaro più evidente nel trimestre aprile-giugno 2017, momento in cui questa voce è salita del 7,8%. Variazione negativadegli ultimi quattro trimestri, in media, quella legata alla spesa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore, che è scesa dello 0,5%, mentre gli oneri di sistema (i contributi chiesti ai clienti per sostenere l’intero sistema energetico italiano) sono aumentati in media dell’1,8% e l’IVA, applicata a tutte le voci di spesa, mediamente del 2,26%.

Aumenti energia elettrica: ecco perché aumenta il costo

Ad aprile 2017, quando è stato comunicato un aumento della spesa della materia energia del 7,8% circa, l’Autorità ha specificato come tale incremento sia stato causato dall’aumento del prezzo all’ingrosso italiano ed estero (a causa soprattutto di alcune centrali nucleari francesi ferme). A luglio dell’anno scorso, invece, il costo della materia energia era aumentato del 5,8% circa: questo incremento è stato causato sia dai prezzi del mercato all’ingrosso che continuano a salire, sia ai consumi estivi aumentati, sia dalla necessità di coprire i rialzi dei prezzi all’ingrosso di inizio 2017. La diminuzione di ottobre 2017 è stata determinata, invece, da una forte riduzione dei costi di dispacciamento, cioè dei costi sostenuti dal gestore della rete (Terna) per mantenere in equilibrio e in sicurezza il sistema elettrico – come afferma AEEGSI in un suo documento – mentre il costo della materia energia che è tornato a salire a gennaio 2018 (+5,3%) è legato a molti fattori. Tra questi si possono annoverare: decisa crescita dei prezzi all’ingrosso (causata anche da una ripresa dei consumi durante il 2017), indisponibilità prolungata degli impianti nucleari francesi (quindi meno energia importata dalla Francia che ha aumentato il volume della produzione in Italia) e altre cause imputabili al funzionamento della rete italiana. A gennaio di quest’anno ha contribuito agli aumenti anche l’incremento della parte degli oneri di sistema dato che sono stati concesse agevolazioni aggiuntive per le industrie manifatturiere energivore, decise dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Con il mercato libero è possibile evitare i rincari

Tutte le variazioni analizzate in questo studio riguardano unicamente i clienti serviti in Maggior Tutela, ovvero coloro che non hanno mai cambiato il proprio fornitore energetico sin dalla liberalizzazione del mercato dell’energia nel 2007. I clienti che hanno scelto il proprio gestore energetico all’interno del Mercato Libero, hanno avuto invece la possibilità di optare per tariffe a prezzo bloccato per uno o due anni, ovvero con lo stesso prezzo per la componente energia (PE) all’interno della Spesa per la Materia Energia: quella che, dallo studio di SosTariffe.it, si è dimostrata la più sensibile a variazioni.

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