Cerchiamo di capire meglio le voci sulla bolletta dell’energia elettrica. Quanto mi costa la “Potenza”?

Ridurre la potenza disponibile indicata sulla bolletta fa effettivamente risparmiare oppure è inutile?

Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di “potenza elettrica”? E che differenza c’è tra Potenza impegnata, e potenza disponibile?

Come potenza elettrica si intende  il fabbisogno calcolato di energia per il funzionamento delle apparecchiature elettriche presenti in un’abitazione, un negozio, un’azienda, ecc. e si misura in watt (W) o kilowatt (KW). E’ un dato parzialmente negoziabile, quindi  il cliente finale può negoziare la quantità di potenza che gli serve, ma non può negoziare il costo, che è invece determinato per la maggior parte su delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

Sulla bolletta la troviamo indicata come “potenza impegnata” e “potenza disponibile” e almeno una volta nelle voci di trasporto, solitamente come “quota potenza”.

La potenza impegnata viene definita in base alle esigenze del cliente al momento della conclusione del contratto, in funzione del tipo e del numero di apparecchi elettrici normalmente utilizzati. Per la maggior parte dei clienti domestici  la potenza impegnata è di 3 kW, mentre per l’industria abbiamo di solito potenze che vanno dai 50 ai 5000 KW o anche superiori.

Per potenza disponibile invece, si intende la potenza massima prelevabile, al di sopra della quale potrebbe interrompersi l’erogazione dell’energia a causa dello “scatto” automatico del contatore. Per i clienti con potenza contrattualmente impegnata fino a 30 kW, la potenza disponibile corrisponde alla potenza impegnata aumentata del 10%, mentre per i consumatori, di solito industriali > 30kw la potenza disponibile è quella su cui si è pagato (anche eventualmente in più soluzioni) il contributo di allaccio.

La quota potenza  è una tariffa (non negoziabile) espressa in €/KW  che si paga mensilmente in proporzione alla potenza impegnata (clienti domestici o non domestici fino a 30kw) o effettivamente consumata nel mese (clienti non domestici > 30 KW). La troviamo nel dettaglio della bolletta tra le voci dei servizi di rete.

I costi di allaccio

Per i clienti finali con un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (maggior tutela) è previsto, una tantum:

  • un contributo fisso di 23 €;
  • per le richieste di aumento della potenza disponibile, un contributo di 27,03 € più 69,36 € per ogni kW di potenza disponibile aggiuntiva richiesta;
  • per le richieste di diminuzione della potenza disponibile, un contributo fisso di 27,03 €.

L’aumento della potenza comporta altresì un aumento del deposito cauzionale ove esistente, in quanto quest’ultimo si determina in base ai kW di potenza contrattualmente impegnata.

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