Bollette luce e gas: quali sono le detrazioni per i liberi professionisti

di Alessia De Falco | 17 Novembre 2017

Il lavoro autonomo è una realtà sempre più frequente nel panorama italiano. Stando alle indagini Istat, gli autonomi nel nostro Paese sono circa 4,7 milioni, un numero molto più alto rispetto alla media degli Stati europei. Lo scorso maggio è stato approvato il Ddl sul lavoro autonomo e agile che ha introdotto una serie di tutele e modifiche alla normativa preesistente.

In un panorama che si sta evolvendo così rapidamente, può essere utile approfondire alcuni aspetti operativi del lavoro autonomo. Uno tra questi, forse tra i meno conosciuti, è l’ambito fiscale, con un focus specifico sulle detrazioni.

Spesso i lavoratori autonomi o gli imprenditori individuali, titolari di partita IVA, decidono di destinare ad uso ufficio una parte dell’immobile da loro abitato. Questa scelta impatta sui costi delle attività ad uso promiscuo da portare a detrazione.

Perchè i costi per servizi ad uso promiscuo possano, a seconda delle specifiche casistiche, essere dedotti o detratti, occorre che le fatture emesse dal 1° gennaio 2013 in poi contengano il numero di partita Iva del soggetto professionista o imprenditore individuale che utilizza il servizio.

Nel caso in cui viene riportato solo il codice fiscale vi è la presunzione che, ai fini IVA, il servizio sia reso a un soggetto che non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione con conseguente “indetraibilità totale” dell’IVA esposta in fattura/bolletta.

Ciò accade spesso nei casi di fatture/bollette relative ad utenze domestiche (forniture di luce e gas in primis), spesso aperte in origine per esclusivo uso domestico e familiare.

Tali documenti, emessi per finalità differenti dall’esercizio di impresa, non rappresentano un valido giustificativo ai fini della loro deducibilità/detraibilità IRPEF e IVA.

In questi casi è opportuno valutare la sottoscrizione di un’utenza business, per consentire la regolare contabilizzazione e deduzione dei costi per servizi a uso promiscuo.

Il mercato libero è molto sviluppato nel settore business anche perchè le aziende sono molto sensibili alla riduzione dei costi, spesso più che i clienti residenziali.

Peraltro la liberalizzazione del settore è entrata in vigore 4 anni prima rispetto al settore domestico, dando rapidamente origine ad un’ampia gamma di offerte dedicate. Ad oggi tutti i principali operatori energetici riservano soluzioni per i lavoratori con Partita iva e per le Pmi, con costi e servizi specifici, pensati apposta per le loro esigenze.

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Facciamo qualche esempio per le tariffe luce al 3 novembre.

Ipotizziamo di avere un’utenza privata a Milano, con potenza impiegata di 4,5 kW. L’appartamento è abitato da 4 persone che abitualmente fanno uso di cucina/forno elettrico, lavatrice, lavastoviglie, prevalentemente la sera e nei week end.

Energia 3.0 Light di Engie, al costo annuo di 913,75 euro, bloccato per 24 mesi. L’offerta prevede la gestione via web, l’invio di bolletta e pagamenti online ed il programma fedeltà “VinciEnergia”.

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