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#RepowerEU, cosa prevede il piano di investimenti da 300 miliardi della Commissione Europea

Di Valentina Chabert

Vale 300 miliardi – 225 in finanziamenti e sovvenzioni, 75 come prestiti – il piano Repower EU, presentato dalla Commissione Europea nella giornata del 18 maggio scorso in risposta alle difficoltà del mercato energetico globale esacerbate dall’invasione russa dell’Ucraina.


L’iniziativa prende le mosse dalla doppia urgenza di trasformare il sistema energetico europeo: da un lato, porre fine (entro 5 anni) alla dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili di Mosca, utilizzati come arma politica ed economica dagli albori delle tensioni geopolitiche tra i due attori. Dall’altro, affrontare la crisi climatica accelerando la transizione verde attraverso un più incisivo risparmio energetico, la diversificazione degli approvvigionamenti e l’accelerata introduzione delle energie rinnovabili per sostituire gas, petrolio e carbone nelle abitazioni, nell’industria e nella produzione di energia.


Secondo la Commissione, la trasformazione verde sarà in grado di rafforzare la crescita economica, la sicurezza e l’azione per il clima sul continente europeo; pertanto, il Recovery and Resilience Facility (RRF) a sostegno della pianificazione e il finanziamento coordinato delle infrastrutture nazionali e transfrontaliere costituirà il fulcro del Repower EU. Di fatto, lo scorso maggio la Commissione ha avanzato la proposta di modifiche al regolamento RRF, al fine di integrare capitoli dedicati nei Piani di Ripresa e Resilienza degli Stati membri che possano tener conto delle nuove iniziative del piano Repower,


Attualmente, il risparmio energetico sembra essere il modo più rapido ed economico per affrontare l’attuale crisi del mercato dei combustibili fossili. A tal proposito, Repower EU propone di rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, con un aumento dal 9 al 13% dell’Energy Efficiency Target in seno al pacchetto “Fit for 55” del Green Deal Europeo. Di fatto, dal punto di vista strategico il risparmio di energia aiuterà l’Unione a prepararsi alle sfide che potrebbero sorgere durante il prossimo inverno: in questo senso andrà letta la Comunicazione dell’UE sul risparmio energetico pubblicata congiuntamente al piano Repower, che descrive nel dettaglio i cambiamenti comportamentali a breve termine da adottare per ridurre del 5% la domanda di gas e petrolio, delegando agli Stati membri la creazione di specifiche campagne comunicative rivolte alle famiglie e al settore industriale. I Paesi dell’Unione sono inoltre incoraggiati ad implementare misure fiscali per stimolare il risparmio energetico – incluse aliquote IVA ridotte sui sistemi di riscaldamento energicamente efficienti ed isolamento degli edifici.


Al contempo, la Commissione ha stabilito potenziali misure di emergenza da intraprendere in caso di grave interruzione dell’approvvigionamento energetico. Nello specifico, Bruxelles emetterà precisi orientamenti sui criteri di definizione delle priorità per i clienti, e faciliterà un piano coordinato di riduzione della domanda dell’UE. Da diversi mesi l’UE collabora con numerosi partner internazionali per diversificare le forniture, assicurandosi così livelli record di importazione di gas sia in forma liquida, sia attraverso gasdotti. La nuova piattaforma energetica dell’UE, supportata da task force regionali, consentirà acquisti collettivi di gas e idrogeno, mettendo in comune la domanda e ottimizzando l’uso delle infrastrutture. Successivamente, replicando l’ambizione del programma comune di acquisto di vaccini, la Commissione valuterà lo sviluppo di un “meccanismo di acquisto congiunto” che permetterà la negoziazione e l’acquisto di gas per conto degli Stati membri partecipanti. Si esploreranno poi ulteriori misure legislative per richiedere una diversificazione dell’approvvigionamento di gas da parte degli Stati membri nel tempo.


A lungo termine, la strategia energetica esterna dell’UE faciliterà la creazione di partenariati con i fornitori – compresa una cooperazione sull’idrogeno e altre tecnologie verdi. In linea con il Global Gateway, il piano pone al centro l’impegno dei Ventisette per una transizione energetica globale, verde e giusta, volta ad accrescere il risparmio energetico per ridurre la pressione sui prezzi, incentivando tuttavia lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’idrogeno anche tramite una nuova diplomazia energetica. A questo proposito, nel Mediterraneo e nel Mare del Nord saranno sviluppati importanti corridoi dell’idrogeno, e a fronte dell’aggressione russa l’Unione sosterrà l’Ucraina, la Moldova, i Balcani occidentali e i Paesi del partenariato orientale per garantire un settore energetico funzionante ed efficiente.


Una massiccia accelerazione delle energie rinnovabili darà infine impulso alla transizione verde e ridurrà, nel tempo, i costi delle forniture energetiche: con un aumento dal 40 al 45% dell’obiettivo per le energie rinnovabili entro il 2030, la Commissione creerà il quadro per nuove iniziative che comprenderanno, tra le altre, una strategia solare per raddoppiare la capacità fotovoltaica entro il 2025, con l’installazione di 600GW nei prossimi 8 anni; l’obbligo legale di installare pannelli solari su nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali; il raddoppiamento del tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l’energia geotermica e solare nei sistemi di riscaldamento.


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